I principi contabili internazionali rappresentano una nuova frontiera degli studi connessi al bilancio, momento fondamentale verso il processo di armonizzazione prima europeo, poi mondiale. In particolare, l’attenzione viene posta sulle caratteristiche di tali principi e sulle modalità di concreta applicazione, esaminandone il progressivo e costante processo di definizione e aggiornamento, necessario al fine di adeguarli in modo stringente all’evoluzione del contesto finanziario.

Il quadro concettuale di riferimento del financial reporting internazionale è rappresentato dal Conceptual Framework. Pur non essendo un principio contabile, il CF rappresenta un importante punto di riferimento per gli standard setter nazionali e per tutti i destinatari dei bilanci poiché chiarisce i concetti di base e gli elementi essenziali quali la finalità dei bilanci e i principi generali di fondamentale importanza per il corretto utilizzo dei principi contabili e dei bilanci, condizionando e incidendo, ad esempio, sulle scelte effettuate in tema di caratteristiche qualitative e di principi di valutazione delle poste di bilancio.

L’obiettivo non è riferito solamente al bilancio d’esercizio, ma a tutti i documenti finanziari che l’impresa comunica al mercato, e consiste nel fornire informazioni utili agli attuali e potenziali investitori[1], per assumere decisioni relative al finanziamento dell’impresa[2].

Tali decisioni riguardano l’acquisto, la vendita o la detenzione di capitale di rischio e di prestito, la fornitura o l’estinzione di prestiti o altre forme di credito[3]. La valutazione alla base di una scelta di investimento dipende dai rendimenti attesi dallo stesso, come i dividendi, gli interessi e i redditi in conto capitale che si presume di incassare. La stima dei rendimenti è legata, a sua volta, all’apprezzamento di valori, tempi e incertezze dei futuri flussi di cassa d’impresa.

In definitiva, le decisioni economiche di investimento presuppongono la disponibilità di informazioni utili per apprezzare i prospettici flussi di cassa dell’impresa e i connessi rendimenti per gli investitori.

Le informazioni utili per aiutare gli investitori a valutare i flussi di cassa prospettici dell’impresa sono, anzitutto, quelle relative alla struttura patrimoniale – finanziaria e ai risultati d’impresa (informazioni di bilancio), ma anche quelle riguardanti le responsabilità degli amministratori.

Nell’ambito delle informazioni di bilancio, il CF conferma l’importanza sia di quelle relative alla situazione patrimoniale (Balance Sheet), sia quelle inerenti ai risultati economici (Comprehensive Income) e finanziari (Cash Flow Statement).

In particolare le informazioni sulla struttura patrimoniale d’impresa aiutano gli investitori a identificare i punti di forza e debolezza finanziaria e ad apprezzare la liquidità e la solvibilità dell’impresa, le sue necessità finanziarie e la probabilità di successo nell’ottenere finanziamenti.

I risultati d’impresa sono costituiti dal reddito d’esercizio e dai connessi flussi di cassa. Il reddito d’impresa aiuta gli investitori ad apprezzare:

1) il rendimento delle risorse impiegate nella produzione economica;

2) l’efficacia degli amministratori nel far fronte alle proprie responsabilità nell’impiego delle risorse d’impresa.

I flussi di cassa mostrano agli investitori come l’impresa ottiene e impiega le fonti di finanziamento, comprese le informazioni sui prestiti e il loro rimborso, i dividendi e altri flussi di cassa distribuiti. Le informazioni sui flussi di cassa aiutano a valutare il contributo della gestione operativa, delle attività di investimento e di finanziamento, la sua liquidità e solvibilità e interpretare altre informazioni relative ai risultati d’impresa.

Infine il CF si sofferma sulle variazioni della struttura patrimoniale non derivanti dal reddito d’esercizio, ossia quelle operazioni che incidono in modo diretto sulla struttura delle fonti di finanziamento e degli investimenti, senza interessare i risultati d’impresa (ad esempio operazioni di aumento del capitale sociale a pagamento). Ovviamente anche queste informazioni sono necessarie per dare agli utilizzatori una completa conoscenza di come è cambiata la struttura patrimoniale e delle implicazioni di queste variazioni sui risultati prospettici d’impresa.

Gli utilizzatori primari dei financial reporting sono gli investitori attuali e potenziali (existing and potential investors, lenders and other creditors). E’ necessario essere consapevoli che le informazioni comprese nell’informativa di bilancio non possono fornire agli investitori tutte le informazioni di cui hanno bisogno. Infatti, le decisioni di investimento devono tenere conto anche di informazioni di più ampio respiro, ad esempio quelle sulle condizioni economiche generali d’ambiente (prospettive dei mercati, settori economici, contesto politico nazionale ed internazionale, ecc) e d’azienda (corporate governance, assetti proprietari, composizione e competenze professionali del personale dipendente, ecc).

La definizione degli investitori quali destinatari privilegiati conduce ad escludere altri importanti soggetti dalla nozione di Primary Users. Gli amministratori ad esempio non possono essere utilizzatori primari perché hanno la capacità di ottenere informazioni direttamente all’interno dell’impresa.

Altri soggetti, come le autorità di regolamentazione e la collettività possono ricevere informazioni utili dai financial reporting ma non sono compresi tra i Primary Users. Le autorità di regolamentazione sono escluse perché accogliere i loro bisogni (informazioni utili per la stabilità del mercato dei capitali) potrebbe compromettere la rappresentazione fedele e la significatività delle informazioni del bilancio a favore degli investors.

Investitori e autorità di regolamentazione hanno interessi spesso sovrapposti ma estendere la finalità dei FR alla stabilità del mercato dei capitali avrebbe creato un conflitto tra gli obiettivi. Ad esempio, l’obiettivo di stabilità dei mercati finanziari potrebbe richiedere di non rilevare o di ritardare la rilevazione nei FR di alcune variazione di valore, ma ciò priverebbe gli investitori di informazioni di loro interesse. Per evitare questo conflitto, il CF ha scelto di privilegiare l’obiettivo di fornire informazioni al servizio delle attese di conoscenza dei partecipanti al mercato dei capitali.

Nell’ambito delle caratteristiche qualitative dell’ informativa si distinguono quelle fondamentali (Fundamental), ossia la significatività e la rappresentazione fedele da quelle migliorative (Enhancing), ossia la comparabilità, la verificabilità, la tempestività e la comprensibilità. Il CF chiarisce il ruolo delle caratteristiche qualitative delle informazioni di bilancio: rappresentano caratteristiche che sono strumentali all’obiettivo dei financial reporting. In altri termini, le caratteristiche qualitative dovrebbero creare i presupposti per fornire agli investitori informazioni utili nell’assumere decisioni di investimento.

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Il costo che le imprese sostengono per organizzare i sistemi informativi, redigere i bilanci e comunicare periodicamente i FR ai mercati deve essere bilanciato dai benefici. L’obiettivo ovviamente è di proporre principi contabili che minimizzino i costi e massimizzino i benefici per gli investitori. I costi di produzione e comunicazione delle informazioni, dal punto di vista degli investitori, rappresentano dei minori rendimenti.

Un primo beneficio dei FR è un più efficiente funzionamento del mercato dei capitali che dovrebbe avere come conseguenza una riduzione del costo dei finanziamenti per le imprese. Indirettamente anche gli investitori dovrebbero beneficiarne poiché la riduzione degli oneri finanziari sostenuti dalle imprese dovrebbe riflettersi in migliori redditi d’impresa e rendimenti. Gli investitori, inoltre hanno il beneficio di poter assumere decisioni fondate su migliori basi informative anche se i FR non possono fornire tutte le informazioni necessarie per assumere decisioni di investimento.

Le imprese che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del proprio bilancio, fanno riferimento agli articoli 2423 e seguenti del codice civile e al documento n. 11 – Bilancio d’esercizio – Finalità e postulati, dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) del 30 maggio 2005. Norme di legge e principi OIC non sono sullo stesso piano: gli articoli del codice civile sono obbligatori mentre l’OIC n. 11 ha funzioni interpretative e integrative rispetto alla legge.

Le principali differenze rispetto al Conceptual Framework dello IASB sono relative sia all’obiettivo che alle caratteristiche qualitative. L’obiettivo dei bilanci definito dall’art. 2423 non fa riferimento ad alcun utilizzatore delle informazioni e dunque sembra porre tutti gli stakeholders sullo stesso piano, in contrasto con la definizione dei primary users introdotta dal CF dello IASB. In altri termini la disciplina civilistica è rivolta a tutti gli utilizzatori dei bilanci e non prioritariamente agli investitori che operano sui mercati finanziari.

Da questa prima importante differenza discendono quelle relative ai principi generali del bilancio: i principi della normativa civilistica (ad esempio verità, correttezza, chiarezza, prudenza, competenza), integrati e interpretati dall’OIC 11, sono profondamente differenti rispetto alle caratteristiche qualitative del CF IASB poiché diversi sono gli specifici bisogni degli investitori rispetto a quelli più generali ed eterogenei di tutti gli stakeholders.

[1] Gli investitori sono intesi in senso ampio e comprendono i conferenti capitale di rischio, di prestito e altri creditori.

[2] L’informativa di bilancio non ha invece finalità di determinare il valore effettivo delle imprese, anche se può fornire agli interessati informazioni utili in tal senso, IASB (2010), The Conceptual Framework for Financial Reporting, Capitolo Primo, OB7.

[3] IASB (2010), The Conceptual Framework for Financial Reporting, Capitolo Primo, OB2.

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